Un mondo di infinite
storie da raccontare

18 Gennaio 2022 | Approfondimenti

Le tendenze della moda nel 2022: come rendere il nostro guardaroba più bello e sostenibile

Le tendenze della moda nel 2022: come rendere il nostro guardaroba più bello e sostenibile

Upcycling, riparazione, ricerca della qualità e attenzione all’etichetta: queste sono alcune fra le accortezze che un numero sempre più considerevole di consumatori sta via via acquisendo.

Il nostro approccio nei confronti della moda sta rapidamente cambiando, e con esso i comportamenti alla base delle nostre scelte. Prendono così forma nuove tendenze, sentite e condivise soprattutto fra i più giovani.

Prima di esplorare gli 8 principali trend che caratterizzeranno nel 2022 il mondo della moda, rispondiamo una volta per tutte a questa complessa (ma apparentemente banale) domanda: che cosa significa realmente “sostenibilità”?

Si tratta di un termine oggi più inflazionato che mai. Qualsiasi brand di abbigliamento ama fregiarsi di questo appellativo ed appare ormai scontato inserire nella propria strategia comunicativa le parole “green” e “sostenibile”.

Facciamo un balzo indietro nel tempo: si è parlato per la prima volta di “sviluppo sostenibile” all’interno del Rapporto Brundtland presentato nel 1987 dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo. Esso dichiara che: “lo sviluppo sostenibile è quella forma di progresso capace di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri”.

Appare chiaro che, quando si parla di sostenibilità, non si fa riferimento soltanto alla salvaguardia attuale del nostro Pianeta dal punto di vista ambientale, ma anche alla tutela e alla promozione del benessere per le persone e tutti gli organismi viventi che lo popolano e lo popoleranno in futuro.

L’impatto della moda sul Pianeta: partiamo dai numeri

Ciò che noi ammiriamo e desideriamo osservando le vetrine dei negozi costituisce soltanto la fase finale di un lunghissimo percorso che impatta pesantemente sulla Terra. L’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo, responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra, con quattro milioni di tonnellate di CO2 che ogni anno sono immesse in atmosfera.

Dalle materie prime al negozio, l’industria del fashion consuma profondamente e irreversibilmente suolo, acqua ed energia, producendo inquinamento e sfruttamento.

Quando poi gli indumenti escono dai nostri armadi, perché da noi considerati vecchi o usurati, inizia un secondo percorso, la cui destinazione finale consiste nella produzione di enormi quantità di rifiuti, impossibili da smaltire per i ritmi di crescita sempre più elevati.

Possiamo riassumere così il concetto di fast fashion, ovvero quel fenomeno di massa di corsa all’acquisto frenetico di indumenti di scarsa qualità, destinati ad essere indossati pochissime volte e subito gettati via. Questo circolo vizioso è incoraggiato dalle scelte commerciali dei brand, che rinnovano la propria offerta continuamente, inducendo il consumatore a desiderare sempre qualcosa di nuovo e a considerare i capi acquistati solo qualche mese prima ormai “superati”.

Come possiamo diventare consapevoli di queste cattive abitudini e iniziare ad adottare accorgimenti concreti per vestire “più sostenibile”?

1. Dare una seconda vita ai capi dismessi

Acquistare abiti di seconda mano non significa solo ridurre sprechi e inquinamento, ma anche valorizzare la storia e l’unicità di ogni capo, arricchendo al contempo il proprio guardaroba con interessanti novità. Sono sempre più numerosi i siti web e le applicazioni dedicati proprio alla vendita e allo scambio di indumenti vintage. I più giovani, i cosiddetti appartenenti alla “generazione Z”, si dimostrano oggi il target più partecipe e sensibile a questa tematica, creando attorno ad essa vere e proprie community in cui identificarsi.

2. L’upcycling dei capi

Perché non stimolare la nostra creatività apportando modifiche ad un capo usato, anziché decidere di eliminarlo al primo cambio di stagione? Sul web possiamo reperire numerosi tutorial che illustrano in modo semplice come trasformare un abito usato in qualcosa di nuovo e originale. Così aggiorniamo i nostri outfit tutelando il Pianeta, e anche il portafogli.

3. Usufruire dei servizi di noleggio e riparazione

L’idea di acquistare ad ogni occasione un nuovo capo, che finirebbe per essere utilizzato una sola volta e subito accantonato in armadio, è ormai superata. Sono sempre più numerosi i negozi online e offline che danno la possibilità di affittare abiti e accessori solo per il tempo di un evento. Inoltre svariati brand offrono all’interno dei propri store servizi di riparazione dei capi usati, incoraggiando i clienti a non buttarli via al primo “strappo”.

4. Riciclare i capi nel modo corretto

Quando un capo è giunto alla fine della propria vita, è importante sapere che non va gettato nel secco, ma che esistono appositi cassonetti adibiti a raccogliere gli indumenti dismessi. Inoltre, diverse grandi catene di negozi incentivano la raccolta di indumenti usati, “ripagando” i clienti attraverso buoni sconto per ogni sacco di vestiti vecchi consegnato.

5. Cercare la qualità in un capo d’abbigliamento

La sensazione di costante bisogno di novità può renderci vittime inconsapevoli di logiche insensate, che finiscono per esporci ad un senso di inadeguatezza costante. Appare fondamentale uscire da quest’ottica e imparare a ponderare gli acquisti, preferendo alla quantità la qualità, che è garanzia di un acquisto più durevole e compiuto con maggior consapevolezza.

6. Essere attenti al lavaggio dei capi

Tutti noi ci siamo ritrovati almeno una volta a decidere di sciacquare un capo solo perché riposto in armadio da un po’, per il gusto di “dargli una rinfrescata”. Lavare i capi soltanto quando è necessario non solo ci farà risparmiare acqua ed energia, ma ci consentirà di non esporli ad usure precoci.

7. Leggere l’etichetta di un capo

Per poter fare opportune valutazioni di acquisto, il consumatore deve avere accesso alle informazioni sul capo in oggetto in modo chiaro ed esaustivo. Queste devono essere facilmente reperibili ed interpretabili, a partire dalle etichette. A marzo 2022 si prevede sarà adottato a livello europeo il “passaporto digitale del prodotto”, che stabilirà tutti i dati che devono essere obbligatoriamente dichiarati in merito alla filiera produttiva di un capo d’abbigliamento.

8. Scegliere materiali eco-friendly

Utilizzare indumenti sintetici significa liberare ad ogni lavaggio ingenti quantità di micro-plastiche che andranno a depositarsi nei nostri mari, soffocando gli organismi che li popolano. Gli abiti realizzati con filati e tinture naturali, oltre a tutelare l’ambiente, apportano notevoli benefici alla pelle di chi li indossa.

Tenersi sempre aggiornati sulle novità in materia di sostenibilità della moda è la prima buona abitudine da introdurre nella nostra quotidianità, al fine di compiere scelte consapevoli e contribuire al benessere della collettività. Decidere di sostenere con i propri acquisti i brand realmente “green”, che producono perseguendo un’economia circolare, non solo ci farà sentire meglio sia dentro che fuori, ma incoraggerà l’industria del fashion ad incrementare sempre di più le proprie azioni nella direzione della vera sostenibilità.

Leggi anche